Affitti: la cedolare secca

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Ad aprile 2011 è entrata in vigore la cedolare secca sugli affitti, la norma del decreto legislativo sul federalismo municipale che introduce l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione.

COSA RIGURDA

La cedolare secca riguarderà gli immobili affittati a uso abitativo e potrà sostituire l'attuale tassazione Irpef e l'imposta di registro, con un prelievo fisso del 21% per i canoni liberi e del 19% per quelli concordati.

Le modalità di attuazione saranno definite dall'Agenzia delle Entrate che varerà varare un provvedimento attuativo che renderà operativa la possibilità di scelta per la nuova tassazione.

COME FUNZIONA


I proprietari di immobili locati a uso abitativo potranno quindi scegliere in alternativa al regime ordinario vigente che cresce con aliquota Irpef, una tassa sostitutiva applicata con aliquota al 21% per icanoni liberi e al 19% per quelli concordati. Per i nuovi contratti i termini per l'opzione dovrebbero coincidere con quelli della registrazione del contratto mentre nel caso di contratti già in essere la data coinciderà con il rinnovo annuale.

L’opzione per la cedolare riguarda solo le persone fisiche (sono esclusi coloro che esercitano una professione o un’attività di impresa) ed è inoltre limitata ai contratti ad uso abitativo: dunque niente uffici o negozi.

A CHI CONVIENE

Nell’attuale regime Irpef i redditi sottoposti a tassazione sono differenziati nei due casi: 85 per cento del canone per i contratti liberi, 59,5 per gli altri: andrà quindi confrontata l’aliquota della cedolare applicata all’intero canone con l’aliquota Irpef applicata alla base imponibile ridotta. Di fatto il vantaggio è crescente al crescere del reddito; per redditi bassi, in particolare nel caso dei canoni concordati, potrebbe restare più vantaggiosa la vecchia Irpef.

I CONTRATTI

Per coloro che registrano un nuovo contratto di locazione, l’opzione per la cedolare verrà esercitata direttamente in fase di registrazione: andrà esplicitamente inserita nel contratto la rinuncia da parte del proprietario a chiedere aggiornamenti del canone, inclusi quelli legati alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo.

Questa clausola, che rappresenta un vantaggio per l’inquilino a fronte del beneficio fiscale riservato al proprietario, è esplicitamente prevista dalla legge ed è inderogabile. Anche se resta possibile optare per la cedolare anche nei casi in cui la registrazione del contratto non è obbligatoria, di fatto questo passaggio diventerà più conveniente grazie alla cancellazione della specifica imposta.

Se il contratto è già in corso, l’opzione per la cedolare dovrà essere comunicata all’inquilino con una raccomandata, nella quale sarà inserita anche la rinuncia agli adeguamenti del canone. Per i contratti già registrati non sarà possibile recuperare le imposte di bollo e di registro già versate.

QUANDO SI PAGA

Da maggio partono le scadenze per i versamenti dell’acconto, sia per coloro che usano il modello 730 sia per Unico. Per il 2011 la percentuale è fissata all’85 per cento. Nel caso l’acconto non sia dovuto, perché non risulta un importo a debito relativo all’anno precedente (come capita spesso per lavoratori dipendenti e pensionati) la cedolare verrà versata a saldo.

 

 

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